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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, ma sono tutti articoli della sottoscritta,Annalisa Esposito, pubblicati on line e su riviste cartacee, quindi per favore non provate a scopiazzare nulla.

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22/07/2008

Dufresne - Lovers

Non sono mai stata un amante del genere e per questo, quando mi spediscono questo album, procedo per gradi. Lo ascolto una prima volta e penso che piacevolmente mi ricordano i 30 Second To Mars (che io apprezzo tanto); la seconda volta riascolto la traccia 2 ("Alibi Party") e 3 ("Caffeine") più e più volte perché hanno un sound accattivante. Alla fine e nel complesso, l' album dei Dufresne, Lovers (etichetta: Universal, 2008) si presenta decisamente seducente all'orecchio di lo ascolta, ma soprattutto verso chi ha voglia di conoscere una fetta di scena musicale italiana, purtroppo non molto ‘commerciale', ma che andrebbe invece portata maggiormente all'attenzione del pubblico. In particolare se ci sono gruppi del genere.

Anche per la band vicentina, come è successo a molti altri gruppi emergenti, composta da Davide Zenorini (Drum), Luca Dal Lago (Guitar), Alessandro Costa (Keyboards), Matteo Tabacco (Bass, Vocals) e Nicola Cerantola (Vocals) la promozione dell'album, uscito l'11 aprile 2008, è avvenuta sul Myspace. Mezzo attraverso il quale i Dufresne si sono fatti conoscere a suon di chitarre, rock duro, energico e melodie dal sapore amaro, miscelando inoltre, sapientemente, lingua inglese e italiana, urlato e cantato (tanto da rimandarmi anche ai Linkin Park).

Registrato al Red Planet Studios di Richmond (Virginia), nel giro di quindici giorni, Lovers ha impresso dentro di sé tracce di internazionalità, di cambiamenti veloci, di ricordi quotidiani messi rapidamente in valigia che hanno cambiato velocemente e inevitabilmente le vite di questi cinque ragazzi. Il precedente tour che li ha portati in giro per Francia, Germania, Olanda, Inghilterra e altri luoghi ha permesso loro di mettersi alla prova, ma anche di suonare su grandi palchi, dove le band che si succedono offrono sempre uno scenario musicale vasto e vario. Ma siamo sicuri che qualitativamente non saranno stati di meno a nessuno. Soprattutto grazie alle affascinanti voci di Nicola e Matteo che mescolandosi e alternandosi creano momenti di totale estraneità dal mondo che ci circonda, per essere lontano da tutti, lontano da tutto. Della traccia 9, "Mina", successivamente, rimane la piccola emozione dell' interessante scoperta, il battito di pensiero, le poche parole che già risuonano nella testa. Da qui la parola d'ordine è l'Ascolto. Anzi, il riascolto di un album carico di energia e determinatezione.

Con delle premesse del genere non resta allora che aspettare che i Live siano ancora più trainanti del sound, ben riuscito, contenuto in questo primo album.

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16/07/2008

Almamegretta - Vulgus

Sono da sempre considerati i re della Dub made in Italy e i loro 16 anni di carriera ne sono una importante testimonianza.

L'ultimo lavoro discografico Vulgus (Uscito il 28 marzo 2008 e distribuito da Edel) è un mix di sonorità accattivanti e disarmanti e per certi versi molto estivo, poichè apparentemente sembra creare atmosfere adatte ai beach party. Ma Vulgus non è solo questo, soprattutto se ci aggiungi anche l'attenzione a un'inconfondibile Artwork curata dall'artista Mimmo Palladino.

Per la band partenopea tante cose sono cambiate dal 2003, anno in cui Raiz decide di lasciare il gruppo, che tra l'altro aveva fondato nel 1991 assieme a Gennaro T e Gianni, per intraprendere un percorso solista. "Sciouglie ‘e cane" è il primo disco che segna difatti una nuova fase e in cui vi sono collaborazioni di grande interesse, come quella con Marco Parente e Francesco Di Bella (24 Grana).
Eppure in questo ultimo disco, nonostante il divorzio artistico, ritroviamo molto piacevolmente nella traccia 3 il talentuoso vocalist amalgamarsi come una volta ai ritmi musicali della band partenopea. Altro nome di richiamo è invece quello di Horace Andy, che oltre ad essere la voce storica dei Massive Attack, tutt'oggi rappresenta un punto di riferimento per la musica giamaicana.

Le tante voci presenti nel disco, che si differenziano per caratteristiche diverse le una dalle altre, cantano di situazioni, episodi di vita quotidiana appartenenti al mondo, a tutto il mondo. Perché un aspetto della globalizzazione è stato anche questo: accorgersi rapidamente e in maniera dettagliata del tempo che scorre troppo veloce, rincorrendo modernità, tecnologia, assimilando aspetti di vite altrui, gradevoli o meno. E sommersi da un caos generale non resta che lasciarci trasportare dalla Dub, la musica che racconta del lato B della vita. Uno stile indipendente caratterizzato dal sapiente uso del sintetizzatore e del campionatore, con alla base puro sound reggae.

Vulgus è un album frutto di contaminazioni, esperienze di vita, voglia di vivere che si percepiscono attraverso 14 tracce, ognuna con un sapore diverso dall'altro, da ascoltare aprendo la mente verso nuovi orizzonti, stimolati dall'anima migrante degli Almamegretta. Di singolare fascino è la traccia 8 "Da piccolo fanciullo incominciai" in cui la voce di Piero Brega ci trascina lentamente per terre lontane tra sogno e realtà, per poi ritornare subito con i piedi per terra grazie alla successiva "Bum Bum", dove Peppe Lanzetta ci ricorda che la storia si ripete e o' munn fa bum bum. In più in questo album sono preponderanti le voci femminili appartenenti rispettivamente alla Princess Julianna, a Marina Mulopulos e a Zaira. In "What have you done" anima e corpo si fondono in una voce carica di sensualità, mentre in "Black Wave" la musica si appropria della consapevolezza dei sensi divenendo disarmante.

Con quest'ultimo album gli Almamegretta ci accompagnano lungo un viaggio fatto di terra e mare, sole e luna, cultura e passione, dimostrando che quel battito caratteristico della band napoletana, fondo e fulcro di una storia, è ancora possibile farlo rivivere. Non perdete quindi i Live degli Almamegretta in giro per l'Italia, come la tappa del 28 luglio presso Villa Ada a Roma.

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07/07/2008

24 Grana Live 2008 @ PompeiLab

Dalla metà degli anni '90 ad oggi le sonorità e le influenze musicali dei 24 Grana non sono cambiate poi di tanto, soprattutto perché artisti come loro raccontano, in particolare, di una determinata realtà sociale, quella vera.

Tutto ebbe inizio nel 1995 quando si pensò bene di formare un gruppo il cui nome deriva da una moneta in uso durante il regno di Ferdinando D'Aragona. In particolare, è grazie al concorso "Emergenze Rock" che il gruppo partenopeo conosce la notorietà e inizia a viaggiare portando in giro per l'Italia il loro sound carico di energia e passione, mescolando rock, reggae, dub e una melodia dal sapore amaro (ma non troppo). Un Gran Tour insomma che dura ormai da 13 anni, ovviamente con pause obbligatorie se non fosse altro per ricaricare le pile e ripartire ogni volta alla grande.

Oltre agli 11 album pubblicati (compreso un VHS) fino ad ora, i 24 Grana hanno anche partecipato a numerosi Festival (vengono invitati nel 2007 e nel 2008 a suonare prima a Barcellona e poi a Parigi dagli organizzatori della Festa Europea) e Progetti, come la composizione della colonna sonora per il balletto "ROC" su coreografie di Luciano Cannito e commissionatogli dall'Ente Lirico del Teatro di San Carlo di Napoli, e l'inserimento del brano "Stai mai ccà" nella colonna sonora del film di Paolo Vari e Antonio Boccola, Fame Chimica, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2003. Ed è grazie a episodi come questi e a tanti altri che i 24 Grana sono considerati sicuramente uno dei gruppi più seguiti della nuova scena musicale italiana.

Ulteriore occasione per dare dimostrazione della loro bravura (Armando Cotugno - basso, tastiere e composizione; Renato Minale - batteria e programmazione; Giuseppe Fontanella - chitarra) e capacità di emozionare attraverso la voce di Francesco Di Bella, è stato il concerto tenutosi a Pompei, presso l'area ex depuratore, all'interno del Pompei Lab: progetto nato da un'idea delle associazioni pompeiane "Catello Cesarano" e "Fuoco a Babilonia" e realizzato in collaborazione con il Comune di Pompei. Un'iniziativa tesa al recupero della zona dell'ex depuratore di Pompei, versante da anni in uno stato di assoluto degrado ed abbandono.

Una serata quindi all'insegna della creatività e dell'entusiasmo verso un progetto volto a sensibilizzare e avvicinare i giovani verso una realtà territoriale che ha bisogno di essere riscoperta e rivalutata, fonte di enormi possibilità e occasioni, non solo come sito in cui organizzare concerti e manifestazioni culturali di altri generi, ma anche come segnale che in una città come Pompei qualcosa si muove, anche se lentamente.

A dare il via al concerto, verso le 22.30 circa, ci pensa la conosciuta "Stai mai cca". Mano a mano si crea la giusta atmosfera, tra canzoni appartenenti al passato musicali e quelle contenute nell'ultimo album Ghostwriters. L'album è la sintesi di un sogno di una notte di mezza estate, seppure sia uscito in pieno inverno, con sonorità piacevoli e leggere che creano atmosfere legate a ... sensazioni e ricordi confusi nel fumo, che portano via, osservando i colori al sole d'estate, guardando quella città che non si ritrova più.

Un Live che ha richiamato molti giovani e che va ad accodarsi alle precedenti tappe del lungo tour dei 24 Grana che prosegue senza sosta, toccando città come Roma, Benevento, Termoli, Palmi, Caserta, Riccione e altre ancora, con la possibilità quindi di vederli suonare dal vivo ovunque vi troviate. Da non perdere.

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12/06/2008

La rivincita di San Giuliano

Prima parte dell'articolo

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Artisti famosi e non si alterneranno nelle tre serate più attese dall'inizio dell'anno. Dal 20 al 22 giugno sul palco dell'Heineken Jammin Festival saliranno difatti i seguenti artisti: Linkin Park, Queens of The Stone Age, sex Pistols, Iggy and The Stooges, Linea 77 + Guest, Vasco Rossi, Marlene Kuntz, Mab, Matmata + Guest, The Police, Alanis Morissette, Stereophonics, Baustelle, Counting Crows + Guest.
Una kermesse di artisti di fama internazionale e nazionale, reduci da tour promozionali o da possedere una notorietà talmente vasta da non avere la necessità di avere nuove produzioni per entusiasmare il pubblico. Inoltre quel che conta è che l'Italia riesca a distinguersi, almeno attraverso l'Heineken Jammin Festival, tra i tanti festival musicali che in estate richiamano milioni di ragazzi, per il vasto scenario musicale e per la location adatta e pronta per l'evento. Ma la nota dolente probabilmente è proprio questa: c'è chi ancora rimpiange e versa lacrime sulla scelta di spostare la manifestazione dall' Autodromo di Imola al Parco San Giuliano di Mestre. Forse perché quella piccola cittadina tanto calma e tranquilla aveva due grandi fortune: essere "facilmente" raggiungibile da qualsiasi parte di Italia e ospitare l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Per chi come me ha avuto la fortuna di essere presente a una delle tante edizioni e di sapere quanto la struttura sia veramente idonea per questo tipo di eventi, senza contare le sventure capitate alla passata edizione, la speranza di assistere ad una realtà musicale esaltante è molto esigua. Ma anche per l' HJM può valere il detto "la speranza è l'ultima a morire".
D'altronde si parla di una manifestazione nata nel 1988 e che già a quei tempi ebbe come headliner l'artista italiano che, ancora oggi, riesce a radunare milioni di fan: Vasco Rossi. Ma non è stato l'unico. Da quel 20 giugno 1988 si sono susseguiti artisti del calibro di Tori Amos, Bluvertigo, Robbie Williams, Garbage, Skunk Anansie, Underworld, Marylin Manson, Placebo, Hole, Blur, Guano Apes, Chemical Brothers, Him, Oasis, Gomez, Elisa, Subsonica, Afterhours, Red Hot Chili Peppers, Pj Harvey, Lenny Kravitz, Green Day, Rem, Negramaro, Metallica, Depeche Mode, segno di un'attenta ricerca musicale, tralasciando spesso l'aspetto "marketing". Un dettaglio positivo se si pensi a quanto poco i festival italiani siano pubblicizzati, se non vi è il cantante famoso di turno, oppure se non sono rivolti ad un certo pubblico con un certo target. Un esempio difatti è l'"Italia Wave Love Festival", che tra l'altro quest'anno si terrà dal 16 al 19 luglio 2008.
Pertanto, esaltandosi all'idea di pogare grazie ai Linkin Park, di emozionarsi con Alanis Morissette, Matmata e Counting Crows, di ascoltare il rock energico di Vasco Rossi, Queens of The Stone Age, Iggy and The Stooges, e di cantare a squarciagola i singoli più noti dei Baustelle, Marlene Kuntz, Stereophonics, non resta che rispolverare vecchi e nuovi album appartenenti alle stelle della musica che tra pochi giorni saliranno sul palco dell'Heineken Jammin Festival 2008.
 

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» Heineken Hammin Festival
11/06/2008

Donne, amore, bambini e passione: intervista a Luca Dirisio

300 all'ora, l'ultimo lavoro di Luca Dirisio, è uno di quegli album che per essere apprezzato e amato deve essere ascoltato attentamente. L'intervista al cantautore abruzzese - molto sfrontato, simpatico, sincero, cordiale e disponibile - è un ulteriore modo per capire un po' di più le origini e il significato di un disco frutto di tante situazioni, ma soprattutto di un malessere nei confronti dell'odierna società, forse un po' troppo dormiente verso certi episodi negativi. Quel che resta da fare quindi è ingranare la marcia e andare a 300 all'ora, spinti dalla passione e dalla voglia di migliorarsi. Sempre.

D: Com'è nato il titolo dell'album?
R: Il titolo è nato dal semplice desiderio di dare una scossa discografica, ma anche all'Italia vista la situazione generale. Se alcune persone possono andare più veloci, è giusto che ci vadano, perché se si vive in un mondo di "lentoni", non ci si deve omologare. Quindi non è un invito ad andare veloci sulla strada, ma ad attivarsi, ad essere se stessi, a migliorarsi sempre. Seguire una passione, credere, studiare, lasciandosi fomentare da chicchessia, puntare sulle proprie capacità, su un obiettivo senza rimorsi.

D: A proposito di passioni, a 14 anni hai iniziato a suonare la chitarra? Cosa ascoltavi allora e quali sono invece le influenze musicali di oggi?
R: Io sono sempre stato, e lo dirò sempre, un cattivo fruitore di musica. I soldi li spendo soprattutto in film e libri, visto che mi piace un po' tutto. Sento poca musica ma ascolto molta radio, visto che viaggio spesso in auto, a meno che non trovi qualche disco che mi piace particolarmente.

D: Nel booklet del cd affermi che "per scrivere una bella canzone, una hit, serve un po' di tutto". Quali sono secondo te i tre ingredienti principali?
R: Non so se ci sono tre ingredienti principali, però dico che prima di tutto ci vuole la passione. Che poi possa essere stato prima un hobby e che poi sia divenuto un mestiere, una professione, come è capitato a me, comunque sia devi avere passione. Qualunque cosa tu faccia si deve vedere il tuo tratto, la tua impronta, e proprio per questo io spero di non ispirarmi mai a nessuno artista, in modo tale che venga sempre fuori la mia personalità. Inoltre è importante continuare a impegnarsi, a volere qualcosa, con costanza.

D: Alanis Morrisette pubblica un album per superare il dolore dell'abbandono, "Grande coraggio" è il nuovo singolo di Alexia e il 6 giugno esce il primo Best di Morgan. Assieme a "300 all'ora" il mese di giugno si caratterizza di 4 uscite musicali che hanno un punto in comune: la sincerità. Funziona quindi dire le cose senza mezzi termini, senza girarci intorno?
R: La sincerità... fa bene per chi la scrive, ma fa male a livello di marketing, visto che poi le radio non sono ben disposte a passarti a tutte le ore. Se hai un pezzo con certe parole, un po' più "articolate", rischi il passaggio solo di notte o ad una certa ora. Ciononostante, io me la prendo la responsabilità di scrivere certi pezzi, come ad esempio "Sandy", pur sapendo che al 90% non usciranno come singoli, perché quel conta è il riconoscimento da parte del pubblico.

D: L'immagine scelta per la copertina e per il retro dell'album ha un significato?
R: Si, soprattutto perchè, in realtà, questo disco si doveva chiamare in un altro modo: Compis (nomignolo datogli dalla sua cerchia di amici), disco d'amore, bimbi e puttane. Perché in questo disco parlo spesso, appunto, di amore, bimbi e puttane. Nella copertina c'è un desiderio di trovare una persona, che non sia una "Sandy" qualunque, ma sia una persona che valga la pena da tenersi accanto. Nella foto del retro ci sono vari elementi: una pinna, simbolo del mio amore per il mare; una scarpa da calcio, la mia prima passione; una chitarra (immancabile); un grembiule da cucina, da buongustaio che sono; dei guanti da corsa e una bimba in braccio, che è un altro mio obiettivo.

D: La maggior parte degli artisti affermano di prendere molto spesso ispirazione dalla terra dalla quale provengono e alla quale sono molto legati. Tu che rapporti hai con l'Abruzzo e in particolare con Vasto, tua città natale?
R: Ci sono ritornato a vivere per registrare il disco, ma principalmente per questo e per i miei genitori perché mi piace considerarmi italiano, più che vastese, milanese o romano.

D: Ritornando un attimo nel passato, attraverso gli album "Luca Dirisio" e "La vita è strana" c'è qualche caratteristica di te che è venuta prepotentemente fuori e che non conoscevi?
R: Non credo. Perché per quanto possa sembrare a volte frivolo, ho la mia vita sotto controllo. Nel senso che tutto quello che faccio, penso, dico, è tutto frutto di decisioni ponderate. Come ogni domanda ha un si e un no, ogni cosa che decidi di fare può andare bene come può andare male.

D: E perché si ha di te questa duplice visione?
R: Si ha questa visione, perché la vita mi ha insegnato così. Perché è questa l'immagine che mi piace dare. Non voglio fare musica per pochi, comportandomi da "fighetto o l'acculturato della situazione, a me piace vivermi la vita in tutto, anche perché troppa tranquillità fa pure male. Ci sono sia i momenti in cui si ha bisogno di fermarsi a pensare, di essere seri, di relax e sia quelli in cui invece devi dare tutto te stesso, di buttare fuori tutto quanto.

D: Che tipo di rapporto hai con i tuoi fan?
R: Sono molto lunatico (è un Gemelli), tendo all'isolamento o all'espansione totale, dopo un pò il computer mi annoia e poi odio i messaggini perché dopo che ne mando uno non so mai cosa altro dire. Insomma è difficile comunicare con me, quindi preferisco una pizza in compagnia o cose del genere.

D: Qual è il ricordo più recente che ti regala un sorriso?
R: l'ultima volta che sono stato con i figli di Giuliano Boursier (Produttore e Arrangiatore). Perché quello che voglio infatti non è tanto una moglie, ma un figlio. Il mio primo lavoro è stato anche fare il babysitter. A 14 anni, difatti, mi divertivo a giocare con i bambini che guardavo.

D: Cosa ti piace fare nel tempo libero?
R: La mia passione principale è ovviamente la musica, il contatto con la chitarra è qualcosa di straordinario, ma c'è anche quella per i Lego. Ne ho una collezione smisurata, mi piace giocarci e credo che non si debba mai smettere di giocare.

D: L'ultima domanda è in realtà più una curiosità. Nell'estate del 2006 ti sei esibito ad una sagra di paese nella provincia di Salerno. Quindi, quello che vorrei chiederti è se un'artista si rende realmente conto di quanto queste "tappe di nicchia o di serie B", se così vogliamo chiamarle, influiscano positivamente nella propria carriera? O lo si fa solo perché lo si deve fare?
R: Mi piacciono le sagre di paese! Primo perché sono un cantante pop e poi perché in ogni sagra di paese ci sono minino 5000 persone, mentre magari in inverno suoni davanti a 100 persone. Quindi queste tappe non sono per niente di serie B, perché a tutti quanti piacerebbe riempire gli stadi, ma ce ne vogliono di anni di gavetta. Io non faccio questo lavoro per guadagnare soldi, ma per avere davanti a me l'appagamento delle tante persone che mi seguono.

E in attesa di vedere Luca Dirisio esibirsi dal vivo in giro per l'Italia, non resta che sognare una estate, che indugia nell' arrivare, sulle note del primo singolo "Magica" .

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07/06/2008

News

from Ansa:
Cinema: morto il regista Dino Risi
91 anni, e' stato uno dei padri della commedia all'italiana
 (ANSA) - ROMA, 7 GIU Il regista Dino Risi e' morto stamani a Roma nel residence dove abitava da anni. Fu uno dei maggiori interpreti della commedia all'italiana. Il regista aveva 91 anni in quanto era nato a Milano il 23 dicembre 1916. Il primo grande successo arrivo' con Pane, amore e... nel 1955. Sono gli anni' 60 a consacrare il suo cinema. Arriva Una vita difficile (1961), a fianco di Lea Massari, e Il sorpasso (1962), ancora con Gassman, forse il suo film piu' famoso.
29/05/2008

Luca Dirisio: un album per il cuore, per la mente, per cambiare... andando a 300 all'ora!

"L'italia si è fermata e io sento un irrefrenabile desiderio di correre", scrive Luca Dirisio nelle note di copertina del suo terzo album. E se queste erano le premesse mai titolo fu allora più adatto per un disco che a primo ascolto sembra avere davvero fretta di entrare nella testa, raccontando storie di tutti i giorni e appropriandosi di un vissuto quotidiano senza false retoriche o facili banalità.

300 all'ora - nei negozi dal 30 maggio e distribuito dalla Sony BMG - segna quindi il ritorno di Luca Dirisio, dopo il successo avuto con gli album "Luca Dirisio" (2004) e "La vita è strana" (2006), grazie a singoli quali "Calma e sangue freddo", "Il mio amico vende il tè", "Usami", "Per sempre", "La ricetta del campione", "Sparirò", e tanti altri ancora capaci di emozionare, divertire e creare diverse atmosfere.

Il singolo che ha anticipato l'uscita del nuovo album, "Magica", difatti non delude le aspettative. Il brano dal testo romantico e dalla melodia accattivante, rimanda subito alle sonorità piacevoli alle quali Dirisio ci aveva ben abituato. Ma Luca Dirisio non è solo questo. Tra le sue peculiarità più evidenti c'è anche la voglia di esprimere una rabbia e un dissenso interiore senza aver bisogno di girarci intorno, seppure questa volta, alle soglie dei trent'anni e con una maturità artistica probabilmente più consapevole, i testi e le canzoni di 300 all'ora si presentino carichi (ma non troppo) di ironia tagliente, tenerezza e passionalità.

Difficile non lasciarsi incantare da "Fragole, ciliegie e miele" o trascinare dal ritornello di "Non dire mai" e "7 soldi", riflettere con "Sandy", ma anche pensare a un amore sulle note di "E' meglio se non torni" e "Non cambiare mai". Un album sicuramente molto diverso rispetto ai precedenti, in cui Luca sembra mettersi a nudo, caricando la sua voce di potenza e intensità, attraverso anche una semplicità di fondo che da sempre caratterizza la maggior parte dei suoi brani. Una genuinità verbale che infonde serenità e poesia nello stato d'animo di chi ascolta, quasi fosse una cura per il cuore e per la mente, ma anche uno sfogo che nasce dal profondo per divenire materia sonora. Perché la sesta marcia di 300 all'ora è la condensazione di tutti questi elementi.

Era il 14 maggio 2004 quando arrivò nelle radio "Calma e sangue freddo". Quel giorno iniziò ufficialmente la carriera di Luca Dirisio, con un percorso tutto in salita. Nel giro di poche settimane vennero vendute 200.000 copie del singolo e il Festivalbar gli assegnò uno dei primi riconoscimenti importanti: il premio come Artista Rivelazione Italiano. Ma furono anche le classifiche a decretare subito il successo del giovane cantautore abruzzese, piazzandosi nei primi posti con l'album di debutto "Luca Dirisio". Segue la prima tournee nel gennaio del 2005 e nel 2006 Luca si presenta a Sanremo con il brano "Sparirò", che arriva dritto al cuore della fan. Nel sound però c'è voglia di cambiamento e il secondo album "La vita è strana" si caratterizza difatti da un rock senza mezze misure. Musicalmente Luca Dirisio spinge davvero sull'acceleratore, ma forse qualche freno è rimasto per essere tolto definitivamente solo adesso, in 300 all'ora.

Il disco è una occasione quindi per conoscere maggiormente l'artista, in maniera più intima e ravvicinata, per riscoprirlo diversamente, ma soprattutto per gradi, attraverso 10 tracce che segnano una direzione dalla visione prospettica aperta.

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23/05/2008

Afterhours - I milanesi ammazzano il sabato (2008)

Il 2 maggio 2008 è uscito il nuovo album degli Afterhours, I Milanesi Ammazzano il Sabato, e per la promozione, prima del concerto tenutosi l'8 maggio 2008 al Tendastrice, il gruppo ha scelto la sede della FNAC di Roma, per incontrare il pubblico. Numerose le domande dai parte dei Fan, partendo dalle origini, e attraversando il capitolo Ballads For Little Hyenas, fino a giungere all'entrata dei due nuovi componenti.

L'album si presenta ambiguamente più leggero, ma la leggerezza sta tutta nelle tematiche, nel voler parlare di più argomenti in maniera diversa, confrontandosi con la realtà che ci circonda e che cambia troppo velocemente, sebbene le canzoni siano nate quasi per caso, arrivando a creare qualcosa come accade forse a un gruppo esordiente.

Con uno sguardo verso gli odierni mezzi di comunicazione, tralasciando i media che si sono sempre dimostrati poco interessati all'attività degli Afterhours, oggigiorno molto singolare è il caso del passaparola su internet, che permette anche ad una band come loro di essere ancora sulla cresta dell'onda, di non subire la pressione dopo 18 anni di carriera. Gli After hanno difatti un carattere, molto rock, sebbene siano delle persone autocritiche, che li porta a salvare le cose riuscite meglio, a prendersi anche dei meriti.

Molte domande critiche sul sound del nuovo album, come annotazioni sulla non riconducibilità a quel passato caro ai fan che seguono il gruppo dai tempi di Germi o di Hai paura del dubbio, ma Manuel e soci sembrano proprio essere soddisfatti di questo cambiamento. Un progetto che con l'entrata di Enrico Gabrielli e Roberto Dell'Era, due elementi completamente diversi rispetto al nucleo storico, che hanno apportato un qualcosa e hanno permesso loro di sperimentare, andando a cercare così un suono nuovo, per arrivare a elaborare un disco diverso, appunto, faticando sicuramente, perché il lavoro più duro è sempre non scadere nella routine, senza però dimenticare quel percorso che li ha portati fino a qui.

Trovare un sistema per inserirsi all'interno degli Afterhours non è facile, ma alla fine sono sempre gli strumenti a parlare, a rendere semplice la comunicazione, anche in un gruppo che all'apparenza sembra ostico e che invece si entusiasma nel constatare quanti giovani li seguano.

L'interesse però volge prepotentemente su "Riprendere Berlino", su un luogo della memoria, poiché città cara al gruppo, sul riprendersi delle cose che si sono perse, non per forza materiali, che si può leggere con diverse chiavi di lettura, su cose che si sono perse crescendo e che in realtà si vogliono riprendere. Ciononostante c'è chi riesce a trovare spazio anche per rimandi (o velate polemiche) a quel tour che li ha portati in giro per gli Stati Uniti, suonando davanti a 5 o anche a 2000 persone, riscoprendo quelle sensazioni legate agli inizi, davanti ad un pubblico che li giudicasse soltanto per quello che riescono a trasmettere, senza filtri, senza sapere soprattutto chi sono. Un mettersi in gioco notevole, per colpa o non di un pregiudizio negativo o positivo, che in Italia stava incominciando a mancare e da qui la necessità di "esportarsi".

Tra aneddoti e ricordi simpatici riguardanti il rapporto fra di loro, e semplici curiosità, come il perché del nome Afterhours (è il nome di una canzone dei Velvet Underground) o di come sia nata l'idea di fare un concerto/karaoke (come è successo alla Casa 139 di Milano) senza che però nessuno ne fosse a conoscenza, il tempo scorre veloce.
Riguardo ad altri gruppi non ritengono, esclusivamente per una questione di un buon gusto, di doversi esprimere al riguardo, all'opposto invece, non si sprecano commenti positivi e negativi da parte dei fan sempre su quel passato (musicale) al quale molti sono legati ma che, attraverso le parole di Manuel Agnelli, sembrerebbe non dovere tornare più. Per quanto riguarda il nuovo album sono già pronti alcuni brani in inglese, giustappunto, poiché la band in America conta di ritornarci A Giugno, anche se per Manuel Agnelli fino ad ora il concerto più bello resta il "Roma Tendastrisce 2006", per una sorta di alchimia tra il gruppo e il pubblico creatasi durante quell'evento.

E tra regole di marketing, generazioni a confronto, internet e metodi di comunicazione molto veloci, motivi più o meno seri legati alle loro presenze al Primo Maggio, retoriche sull'odierna società, e argomenti vari, si conclude l'interessante incontro tra gli Afterhours e il (loro) pubblico. Con questo album insomma, i milanesi Afterhours si sperimentano completamente in una nuova veste, pronti a tutto, anche a una scissione da parte del pubblico nei loro confronti, tra chi (purtroppo o per fortuna) rimarrà per sempre incatenato solo ed esclusivamente a quel sound recepito fino a Ballate per piccole iene e chi invece avrà il coraggio di fare un tuffo nel buio, scoprendo e amando le diverse sfaccettature di I Milanesi ammazzano il sabato.

Componenti del gruppo:
Manuel Agnellli - vocals, guitars
Giorgio Prette - drums
Giorgio Ciccarelli - guitars
Dario Ciffo - violin
Roberto Dell'Era - bass (new)
Enrico Gabrielli - keyboards, sax, bass clarinet, flute (new)



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18/05/2008

Evento Whipart in Roma - Intervista al Progetto T

Dopo avervi fatto conoscere il primo gruppo, i Metem, ora tocca al Progetto T, altra band romana che potrete ascoltare dal vivo nella serata di domenica 25 maggio.
La band nasce dall'incontro di musicisti provenienti da scuole, esperienze e culture musicali diverse. Il risultato è la creazione di brillanti melodie originali, su testi in lingua italiana, caratterizzati da un sound fresco e coinvolgente. La prima formazione esordisce nel 2004, ma nel 2005 la band si rinnova, ed la line up si arricchisce di una sezione fiati; partecipa al festival "Solomusicaitaliana" e vince il premio speciale della critica assegnato da Mogol con il brano "Due Righe". Nel 2006 il gruppo è finalista al MarteLive di Roma, al PopRockContest di Treviso e al festival Spazio Giovani a Foggia. Nel 2007 sono finalisti a Sapienza In Musica, QuadraRock, Festival Città di Isernia con Red Ronnie, partecipano al Frammenti Festival di Frascati, alla Festa Europea della Musica a Roma e vincono il Festival VicenzaLive, del circuito MEIFest. Componenti del gruppo sono Luca D'Aversa (voce, chitarra), Luca Lepore (basso) e Mauro Gentili (batteria).
L'EP omonimo composto da 4 canzoni - "Traffico", "Occhi Lucidi", "Il Bagaglio", "La Partenza" - si presenta con delle sonorità facilmente orecchiabili e che rimandano ad artisti italiani come Niccolò Fabi e Samuele Bersani. Insomma un sound made in Italy molto piacevole.

D: Il nome del gruppo è Progetto T, dove T sta per?
R: Tutto ha inizio un po' di tempo fa.. suonavamo in una cantina trasformata in sala prove, quello che fanno un po' tutte le band all'inizio.. ebbene questa sala prove si trovava a Torricola. Abbiamo voluto dedicare il nostro nome alle origini del nostro percorso musicale.

D: Una vostra caratteristica musicale era la presenza dei fiati. L'assenza di questi ha determinato un cambiamento nel vostro stile?
R: La presenza dei fiati era effettivamente una caratteristica dell'intero progetto. Il cambiamento c'è stato, la necessità di mettere a nudo le nostre canzoni, cercare di valorizzarle con un arrangiamento essenziale che esalti le melodie della voce...

D: Per il momento il Progetto T è composto quindi da tre elementi. Vale allora il detto "Squadra che vince non si cambia"... ?
R: Assolutamente si!!! Insomma lo dice anche Sting, "in musica meno è più"

D: Sul vostro myspace leggo che le influenze musicali sono un punto di inizio, artisti dal quale imparare. Chi sono i vostri principali "maestri"?
R: Proveniamo da tre mondi musicali che hanno come origine il Blues.

D: Il vostro percorso inizia nel 2004. Da allora sono cambiati i sogni e le aspettative?
R: Direi di no... abbiamo sempre avuto come obiettivo quello di suonare il più possibile... non è facile ma pian piano le cose si muovono!

D: Il vostro primo EP è l'anteprima di un album futuro? Oppure siete presi per il momento da altri impegni, come suonare dal vivo per farvi conoscere maggiormente?
R: Le due cose devono andare parallelamente. Coltivare una buona esperienza live ed allo stesso tempo avere un buon prodotto da poter offrire al pubblico. La nostra intenzione è di produrre un disco a breve, ma chi può saperlo?

D: Suonerete il 25 maggio al Dimmisi di Roma, in occasione dell'Evento Whipart: Happy Book, e poi al Contestaccio LiveMusic e al Lian Club, sempre a Roma. Progetti futuri?
R: Passeremo l'estate a registrare, a lavorare sui pezzi nuovi (ce ne sono molti) e non mancheranno sicuramente apparizioni qua e la per l'italia. Per informazioni visitate sempre la nostra pagina www.myspace.com/progettot


Sito: www.progettot.it
Myspace : www.myspace.com/progettot
13/05/2008

Il ritorno di Pino Daniele: anema e core del ''mascalzone latino''

Il 12 maggio 2008 al The Place di Roma, Pino Daniele, assieme alla sua storica band, i Vaimò (James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e Joe Amoruso), si è esibito in esclusiva per la stampa, presentando il triplo album Ricomincio da 30. Il Disco è un omaggio alla sua città e all'amico di una vita, Massimo Troisi, ma soprattutto festeggia i momenti più belli di una intensa carriera artistica.



Carico di messaggi positivi esce (16 maggio 2008) il nuovo album di Pino Daniele, Ricomincio da 30
(pubblicato e distribuito da Sony Bmg Music), caratterizzato da 45 brani - 41 storici e 4 inediti - tra cui il singolo "'O munn va", tra le nomination ai Nastri d'Argento come Miglior Colonna Sonora del film La seconda volta non si scorda mai (Regia di Francesco Ranieri Martinotti, con Alessandro Siani ed Elisabetta Canalis), oltre ad essere già Disco di Platino solo in prenotazione.

Anticipato dal singolo "Anema è Core", al quale hanno partecipato James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, il progetto, che prevede anche la realizzazione di un Dvd della data di Napoli, nasce da varie esigenze e combinazioni di circostanze, come il riuscire a ritrovarsi, a distanza di molti anni, tra musicisti di un certo calibro quali sono, ma soprattutto tra amici che oggi hanno sicuramente una maggiore maturità musicale. Quel che è mancato fino ad ora per potere dare vita ad un progetto del genere, era un vento di passione comune, che con questo disco si riproduce in tutte le sue forme e attraverso un tour, il "Vaimò 2008 Live", ricco di momenti importanti, che si concluderà il 21 settembre 2008 al Palasharp di Milano.

Ricomincio da 30 è un cofanetto di 3 cd dedicato alla memoria dell'attore Massimo Troisi, nel tentativo di ricordarlo anche in maniera leggera, quasi lasciando un biglietto ad un amico, poiché l' affetto nei suoi confronti è stato sempre protetto e difeso gelosamente dal creatore del "neapolitan power", da colui che ha saputo miscelare sonorità sempre diverse, avendo quindi il coraggio di rinnovarsi ma anche di voltarsi indietro per non dimenticare i momenti più belli della sua storia musicale. Inoltre l'album festeggia 30 anni di carriera artistica del "mascalzone latino", durante la quale ha ricevuto numerose soddisfazioni. Per Pino Daniele il segreto di tutto questo sta nella disciplina, nell'amare la musica e viverla, nello studiare uno strumento e prendersene cura. Ascoltando di tutto, tutti i vari generi, seppure si stia perdendo sempre più il valore del supporto, rappresentato in passato dal Vinile, in una società che però è cambiata tanto e in cui il mercato discografico, giustappunto, dovrebbe adeguarsi per poter investire sui nuovi talenti.

Prima tappa è l'8 luglio al San Paolo di Napoli: un evento e un omaggio alla città dell'artista, al quale sente di appartenere, ora come non mai. Al concerto partenopeo seguirà la tournèe estiva, con seconda tappa l'11 luglio presso l'Ippodromo de Le Capannelle di Roma, ma il cuore della città di Napoli già pulsa nell'attesa di ascoltare e assistere ad uno degli eventi più aspettati dell'anno, con la speranza, probabilmente, di rivivere il sogno e le emozioni legate a quel lontano 1981, quando la band Vai Mo radunò 200.000 persone in Piazza del Plebiscito.
 
12/05/2008

Evento Whipart in Roma ''Happy Book'' : Metem live @Dimmidisi, Roma



La prima serata dell'Evento Whipart in Roma - domenica 11 maggio - presso il Dimmidisi si è conclusa con l'esibizione live dei Metem, uno di quei gruppi da tenere d'occhio: primo perché sono una realtà italiana molto interessante e secondo perché il loro album Janua rappresenta una ottima prova per una band emergente. Questi ragazzi hanno difatti carisma, potenza, stile e tanta voglia di farsi conoscere sempre più, nonostante i cinque caratteri molto diversi fra loro che però sul palco divengono un'anime. In un istante le loro capacità si condensano dando vita a un sound che smuove dentro, travolge e ti porta con la mente lontano. Janua è un viaggio ricco di sensazioni, battiti di mano e di cuore, emozioni dal sapore dolce e amaro, in cui creatività e musica trovano il proprio equilibrio. In cui essere e apparire si dividono nettamente lasciando spazio alle note, alla voce, alle melodie.

Un album capace quindi di creare atmosfera, la stessa atmosfera che i Metem hanno saputo ricreare dal vivo, trasmettendo quel senso di appartenenza e di passione che si ha nei confronti della musica, e che pochi gruppi sanno comunicare. Sul palco il gruppo colpisce ed esalta, grazie alla, per niente anonima, voce del frontman e al sapiente uso degli strumenti. Guardandoli si ha come la sensazione che per un'ora circa Rocco, Enzo, Giampier, Pasquale e Claudio, come cinque colori,si siano fusi in un'unica fonte di luce e di calore, per poi emergere lentamente, ognuno a proprio modo.

In una società in cui la parola predominante è proprio comunicazione, i Metem sono riusciti quindi a porla come punto di partenza, oltrepassandone i confini e i limiti.

Per questo e per tanti altri motivi ai Metem in definitiva va sicuramente data una possibilità, anche se dopo aver ascoltato Janua non potrete più farne a meno e cederete alla tentazione, lasciandovi trasportare da un sound malinconico ma efficace, attraverso il quale tutto scorre lavando via le regole...



11/05/2008

Berto - inseguendo un pensiero [2008]

Approda nel panorama musicale italiano alternativo il giovane Enrico Berto, già tastierista degli Amari e chitarrista di Bugo. Il 26 aprile 2008 Berto sceglie il palco del Circolo degli Artisti in Roma per continuare (dopo il primo live a Pordenone) a presentare Inseguendo un pensiero, il suo primo disco da solista. Dalla tempesta.org (sito dell'etichetta indipendente) è possibile scaricarlo gratuitamente ma il prodigio musicale va sostenuto, sebbene abbia bisogno di crescere ancora tanto, prima di potere essere considerato al pari delle scimmiette d'amore.
Gli Amari musicalmente parlando sono difatti un vero talento e dal vivo soddisfano tutti i presenti. In definitiva sul palco del Circolo degli Artisti, il gruppo proveniente da Udine travolge e stupisce. Ma io, paradossalmente, non sono lì per loro, ma per il supporter, Berto, curiosa nel vederlo esibirsi come solista dopo avere ascoltato questo album dal sound leggero e piacevole, caratterizzato da melodie che disegnano un tratteggio che porta lungo strade curiose ma affascinanti.
Dal vivo Enrico Berto ha la stessa potenza carismatica che trasmette anche quando suona con gli Amari, e che cantando si dirama attraverso 10 tracce sonore che rimandano a sensazioni, emozioni colorate, immagini lontane, ricordi simpatici e pensieri che fanno riflettere e scuotere. A fine serata continuano a girare nella testa i ritornelli delle canzoni "Superficiale", "Come un giocattolo", "La festa della noia", "Quando eri una donna", "Piccola vita immaginaria", senza dimenticare però lo spettacolo offerto dagli Amari, che continuano a non deludere anche con la loro seconda prova, l'album Scimmie d'Amore, grazie a singoli come "Gite fuori porta", "Scimmie d'amore", "Fiamme in un bicchiere", "Parole vere in un mondo vero" e le sempre verdi del primo album (Gran Master Mogol), "Conoscere gente sul treno", "Bolognina Revolution".
Con un curriculum di tutto rispetto, qualche suono rubato alla Nintendo, da Super Mario Bros, testi e sonorità mai troppo banali e ordinarie, Berto insomma riesce a incuriosire, sebbene la sua bravura come cantante non sia ancora indiscutibile come quella da musicista. Inoltre nell'esibizione al Circolo degli Artisti una pecca c'era ed era la poca intonazione della seconda voce che in molti pezzi (forse) hanno mandato fuori rotta anche Berto. In attesa quindi di apportare delle migliorie e soprattutto di constatarle non resta che prendere atto della sua presenza e di questo nuovo album da ascoltare senza pretese e senza troppe aspettative.
20/04/2008

19 aprile 2008, Roma. Ultima tappa del Vicky Love Tour

Roma, 19 aprile 2008, Palalottomatica di Roma gremito di persone. Perché? Bhè, perché è l'ultima tappa del Vicky Love Tour, partito il 9 novembre 2007 da Treviglio e fermatosi per una breve pausa dopo lo storico concerto del 30 giugno 2007 allo stadio San Siro di Milano. Ma il pubblico affezionatissimo non aspettava altro che Biagio Antonacci ricaricasse le pile e partisse per la seconda fase del tour. Ed ecco allora, nonostante i numerosi sold out e una pausa più meritata, ripartire l'8 marzo la carovana dell'artista milanese al fine di soddisfare tutti i suoi fan.

Un concerto durato circa due ore, in cui l'artista ha cercato di raccontare il suo passato e presente musicale, attraverso 24 canzoni, più un extra solo per coloro che, una volta spente le luci, non si sono recati subito all'uscita. Biagio difatti a 10 minuti dal termine del concerto è ritornato sul palco dedicando ai suoi fedelissimi fan, che ancora speravano in un suo ritorno (non invano), la canzone "Il cielo in una stanza", da lui particolarmente amata. Un'artista quindi alla continua ricerca di un contatto, percepibile già dai testi delle sue canzoni, ma riscontrabile per certo nei suoi live.

La scaletta del concerto va dalle popolari "quanto tempo e ancora", "sappi amore mio", "quanto tempo e ancora", "non ci facciamo compagnia", "se è vero che ci sei", "se io, se lei", "lascia stare", "pazzo di lei", "mi fai stare bene", "sognami", "l'impossibile", "le cose che hai amato di più" (scelta dal pubblico al posto di "Alessandra"), oltre a "Iris" e "Convivendo" rivisitate in chiave rock, ai pezzi più ricercati come "danza sul mio petto" (anche questa scelta dalla platea al posto di "prima di tutto"), "è soffocamento", "ritorno ad amare", "Angela", "non è mai stato subito", "il mucchio", "coccinella", "così presto no", "non eri tu". A chiudere la serata ci hanno invece pensato "vicky love" e "liberatemi".

Il Vicky Love Tour è la Vittoria dell'Amore, in cui la sinergia che si instaura tra l'artista e il pubblico diviene energia allo stato puro. Impressionante è difatti il senso di coinvolgimento dell'artista nei confronti degli spettatori. Difficile rimanere impassibili davanti alla sua trainante vitalità, trasmessa mentre canta, creando contemporaneamente un feeling magico anche con i suoi musicisti. Lo spettacolo difatti è vedere l'artista esibirsi per i suoi fan, per la platea che gli è davanti, e che lo acclama, tenendo sempre conto del continuo amore e appoggio ricevuto in tutti questi anni. Biagio Antonacci si rivela essere una persona semplice, il cui stato d'animo, l'anima romantica, traspare nelle sue canzoni, nelle noti dolci e malinconiche ma anche nelle melodie dal sapore rock e travolgenti. Ad avvolgere il tutto vi è una scenografia essenziale, fatta di luci e led luminosi, che riesce a creare una giusta atmosfera.

Finisce così, il Vicky Love Tour, dopo un successo dietro l'altro, vendite positive di dischi e consensi da parte di pubblico e critica, tra dediche, ringraziamenti (a coloro che lo hanno accompagnato, seguito e sostenuto), emozioni, sorrisi e tanta voglia di cantare ancora a squarciagola, nonostante si ritorni a casa con un filo di voce.

16/04/2008

Bentornati a casa...grazie alle sonorità di Catchy!

Esce finalmente per la Baraonda Records,Catchy, primo album degli Sportclub, sei ragazzi dall'aria furbetta, poco noir e molto trendy.
Catchy è un mix di sonorità pacate e immediate che avvolgono, rincuorano, senza destabilizzare gli animi e creare caos, perché ce n'è già tanto attorno a noi. Un sound vario, caratterizzato da elettronica e adagio, in cui la semplicità riecheggia nella stanza mentre lo si ascolta. Una semplicità sinonimo di efficacia e potenzialità nel riuscire a creare canzoni dalla melodia fruibile. Ciononostante, anche gli Sportclub rappresentano l'ennesimo caso di sound made in Italy che attraverso la lingua inglese e sonorità marcatamente indie pop riescono a catalizzare l'attenzione internazionale. Un album difatti che merita attenzione, grazie soprattutto alla voce di Enrico Negri che accompagnato dal resto del gruppo - Davide Zena, Mauro Pulga, Samuele Palazzi, Domenico Zannino - riesce a creare una ottima atmosfera soft, leggera, ma anche divertente: insomma rilassante ma non eccessivamente. A primo ascolto il sound ricorda molto quello dei Postal Service, band del frontman anche dei Death Cab For Cutie e in effetti nel complesso non si allontanano molto dal genere, se non fosse per il suono della tromba che di tanto in tanto tiene vispi e attenti. Un dettaglio da tenere ben presente, sebbene al gruppo ci sia stata l'aggiunta di Claudio Pilati alla batteria che nei Live ha dato sicuramente un maggiore impatto.
Tra le 10 tracce spiccano "We'll Find IT Out", "Yola", "Everlast", "What Am I To Get?", "In Your Eyes", "In The Sun" e "Worth - While Effort", per le sonorità elettroniche, il sound coinvolgente della tromba, le atmosfere dal sapore dolciastro e i rimandi a colonne sonore di telefilm che hanno segnato generazioni passate.
Diversi i concerti che hanno portato in giro per l'Italia la band ferrarese, dando loro la possibilità di farsi conoscere e di riscuotere un gran entusiasmo da parte del pubblico. Inoltre nel novembre del 2007 la band ha suonato in Norvegia. E in attesa di vederli suonare dal vivo nuovamente in giro per l'Italia presentando "Catchy" non resta che tenere sotto occhio il loro myspace!

Il gruppo degli Sportclub è così composto:
Enrico Negri - vox, synth
Mauro Pulga - acoustic guitar, synth, programming, backing vox
Samuele Palazzi - doublebass, synth, backing vox
Davide Zena - keys, synth, programming, fisarmonica
Claudio Pilati - live drum
Luca Selvaggio - trumpet


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14/04/2008

Evento Whipart in Roma - Intervista ai Metem

Difficilmente rimango impressionata piacevolmente ad un primo ascolto, ma l'album Janua dei Metem
Uscito il 15 giugno 2007 e prodotto dall'etichetta Video Radio edizioni Rai Trade con distribuzione Self, risulta insomma essere una buonissima prima prova per questa giovane band nata tra Benevento e Roma. Il sound originale che non lascia spazio a rimandi e int